Ultima tappa di Boosting Science: il suono della Grecia

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Entusiasti per l’ultima tappa operativa del progetto Boosting Science Education At School ( progetto K2 Erasmus+) partiamo giovedì 21 Febbraio per Larissa, Grecia, cittadina di duecentocinquantamila abitanti nel nord est della penisola ellenica, dove si svolgerà l’ultimo training scientifico volto a scovare nuovi ed efficaci metodi di insegnamento delle discipline scientifiche nelle scuole. Gli organizzatori questa volta saranno la scuola musicale di Larissa e Digital Idea, un’associazione no profit nostra analoga impegnata nella divulgazione scientifica.

Dopo una notte nella splendida Salonicco  siamo subito in viaggio verso Larissa. Impossibile non emozionarsi vedendo apparire all’orizzonte il parco naturale del Monte Olimpo, dove troneggia dall’alto dei suoi 2900 metri il monte omonimo, dimora degli dei secondo le credenze dei greci antichi: da subito ci sentiamo avvolti dalla storia millenaria di un paese che ha saputo essere fucina di sapere e  di conoscenza per l’intero mondo antico.. Sapremo noi, entusiasti ma minuscoli divulgatori scientifici, essere all’altezza del paese che ci ospita? Rispondendoci a mezza bocca “Si!Certo!” proseguiamo fino alla nostra destinazione.

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Veniamo accolti  coralmente dalla scuola musicale di Larissa, “coralmente” in senso letterale: un coro di ragazzi intona splendidamente per noi canzoni della tradizione greca.  All’interno della scuola  i docenti, che ormai conosciamo bene grazie ai passati training, ci guidano per l’istituto  mostrandoci una struttura ampia, nuova, con aule ricolme di strumenti e popolata da ragazzi di tutte le età scolari vivaci e molto curiosi del nostro arrivo.1

 

Durante la presentazione del sistema scolastico greco, scopriamo differenze con il nostro sia piccole (un anno di elementari in più, e la scuola superiore di soli tre anni) che enormi: in Grecia l’università privata non esiste e quella pubblica è completamente gratuita. Da un paese in note difficoltà economiche non possiamo che apprezzare sinceramente un sistema educativo che resta ancorato a tali principi e continua a perseguirli.

Nel pomeriggio è tempo di visite: lo spettacolare sito di Meteora, eccezionale sia dal punto di vista geologico che architettonico; il museo di scienze naturali con le tassidermie delle specie animali presenti in grecia da nord a sud; il museo dedicato alla micologia con dettagliate riproduzioni delle specie più comuni di funghi; la giornata si conclude con una cena offerta dall’amministrazione locale, dove l’ottimo cibo greco ci ristora e dove non manchiamo di abusare dell’onnipresente regina della tavola ellenica: la Feta!

 

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Il Sabato è giornata di elaborazione e di approfondimento: seguendo il modello del training italiano ed estone ci dividiamo in cinque gruppi, ciascuno con un argomento scientifico e un target differente, e ci scateniamo nel preparare gli esperimenti.Come presentarli? Su quali argomenti focalizzare l’attenzione?Come semplificare i concetti più ostici in modo da renderli “potabili”?Che ordine seguire nella realizzazione per ottimizzare i tempi senza perdere l’attenzione?

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Osmosi, attrito, elettromagnetismo, piogge acide, acustica: questi i topic scelti da Digital Idea, che ci offre la loro sede come spazio di lavoro, e in cui tra banconi, circuiti, microscopi, computer, ritroviamo vecchie conoscenze del museo di fisica come il generatore elettrostatico (o macchina di Wimshurst). Essendoci un attrazione fatale tra TSZ e il generatore, Digital Idea ci mostra alcune delle sue “armi” divulgative di sincero effetto. Accendere una lampada al neon utilizzando una “catena umana” come conduttore e il generatore elettrostatico come fonte? Una piccola scossa è stato il prezzo da pagare da parte di Michele e Ornella per vedere accendere la lampada tra le loro mani. Prima che la curiosità prendesse il sopravvento sullo scopo della giornata torniamo al lavoro e prepariamo le scalette per i tutorial da girare il giorno dopo.

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La mattina della domenica è frenetica: ciascun gruppo si organizza per ultimare il tutorial relativo al suo esperimento, e tra l’ansia da palcoscenico e la gloria del set  si avvicendano fino al primo pomeriggio di fronte alle telecamere divulgatori e insegnanti di quattro nazioni, sotto la guida paziente e professionale di Digital Idea. Finiti gli “shooting”, un poco di tempo libero e un’ottima cena greca, preparandoci per la parte finale e più importante: portare gli esperimenti in classe.

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Finalmente il lunedì siamo nuovamente davanti agli studenti, accolti dalla scuola musicale di Larissa, e qui The Science Zone può finalmente sciogliere le briglie e scatenarsi: aiutati a superare quando necessario l’ostacolo linguistico dai professori e membri di Digital Idea, proponiamo gli esperimenti agli studenti, sia di 14 anni che di 16. Il risultato è a nostro parere ottimo: troviamo studenti vivaci, molto collaborativi, contenti di “metterci le mani”. Da una scuola il cui indirizzo non è scientifico, troviamo ragazzi preparati, curiosi, interessati. Per quanto la nostra presenza numerica ci permetta, come The Science Zone promuoviamo il nostro metodo, Inquiry Based. Facciamo domande più che dare risposte, attendiamo quel momento in più per dare ai ragazzi la possibilità della discussione interna, facciamo confrontare a loro i dati e lasciamo che ne evincano qualcosa, ci riferiamo a situazioni di vita ordinaria cercando di scrivere meno formule possibili e solo una volta che siano realmente comprensibili. Come sempre in questi anni, la risposta dei ragazzi è positiva e sorprendente: è incredibile quanto agendo cooperativamente i ragazzi sappiano trovare risposte coerenti a questioni estremamente complesse, con un’elasticità mentale ahinoi sconosciuta (o non più in attività!) alla maggior parte degli adulti.

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Veniamo salutati dal palco con un ovazione durante i saluti finali, e ci viene offerto un concerto di rara bellezza dove i ragazzi ci mostrano la loro professionalità musicale, dandoci anche un tributo: sentire il sirtaki suonato con dei bicchieri riempiti di acqua a livelli differenti, seguendo uno degli esperimenti di acustica, è stato emozionante e il miglior saluto che i ragazzi potessero darci.

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Dopo un piccolo incidente di percorso relativo alla macchina che rifiutava di accendersi (e risolto questa volta con un booster anche se eravamo tentati dalla macchina di wimshurst) siamo pronti per il ritorno,tappa intermedia: Atene. Salutando questo paese meraviglioso dalle altezze dell’Acropoli, torniamo in Italia dal resto dei nostri colleghi con un bagaglio di buone pratiche ancora più vasto e pronto per essere implementato nelle scuole.

Stay tuned, hands on!

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